Ensō (円相) metafora dello Zen assoluto - MTC

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Ensō (円相) metafora dello Zen assoluto

Ensō (円相) in giapponese significa cerchio. E' il soggetto più comune della calligrafia giapponese, simboleggia l'illuminazione, la forza, l'universo.

Nella pittura Buddhista Zen è spesso usato dai maestri come firma nelle loro opere. La pennellata d'inchiostro che disegna il cerchio viene tracciata in un unico gesto, senza alcuna possibilità di cambiamento o correzione: mostra quindi l'espressivo movimento dello spirito, in quel preciso momento.
Nel Buddhismo Zen, si pensa che il carattere dell'artista e la sua indole siano pienamente rivelati dal modo in cui disegna un Ensō. Alcuni lo disegnano con un'apertura nel cerchio, mentre altri lo chiudono. L'apertura potrebbe simboleggiare che questo cerchio non è separato dal resto delle cose, ma fa parte di qualcosa di più grande. Alcuni artisti praticano il disegno quotidiano di Ensō, non solo come esercizio ma pure come diario spirituale.
L'Ensō è metafora dello Zen assoluto, la vera natura dell'esistenza e dell'illuminazione, si tratta di un simbolo che unisce il visibile e il nascosto, il semplice e il profondo, il vuoto e il pieno.

Solo una persona che è mentalmente e spiritualmente completa può disegnare un vero Ensō.

E’ sempre stato molto difficile definire lo Zen perché non è una cosa, non è un aspetto dell'esperienza che si possa definire con un concetto o una parola. Si potrebbe dire che è un processo di dimenticare di disapprendere di abbandonare le ideologie e tutte le forme fisse di pensiero e di sentimento per mezzo delle quali la mente cerca di afferrare la propria vita.
Lo Zen è probabilmente la forma di Buddhismo giapponese più nota in occidente. Sappiamo quali sono le origini dello Zen. Un monaco buddhista di nome Bodhidharma lascio l'India per la Cina nel sesto secolo della nostra era. Bodhidharma fu il primo Patriarca dello Zen o dello Chán come dicevano i cinesi. Chán significa meditazione, ma è una traduzione inadeguata perché da noi meditazione vuol dire poco più che profondo pensiero e riflessione, mentre nella psicologia yoga, Chan o Tiana in sanscrito, è uno stato di alta coscienza in cui l'uomo giunge a fondersi con la realtà Suprema dell'universo.
 
La dottrina buddhista zen si fonda, come lo stesso buddhismo Chán da cui strettamente deriva, sul rifiuto di riconoscere autorità alle scritture buddhiste (sutra). L'unica autorità che il buddhismo zen riconosce e su cui fonda il proprio insegnamento è la particolare esperienza che viene indicata come (satori o go, "Comprensione della Realtà")*
 
*«Il satori è essenzialmente un’esperienza improvvisa, e spesso viene descritto come un capovolgimento della mente, proprio come improvvisamente ruota l’asse della bilancia quando mettiamo nel piatto un peso superiore a quello dell’altro piatto.»
Dr. Antonio C. Romei Ordine dei Medici di Firenze n. 7241
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